SALVIAMO L'ITALIA

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Per la prima volta, il mondo intero si trova a lottare contro un nemico invisibile che sta seminando terrore e morte. In poche settimane l’intera umanità ha dovuto modificare il proprio modo di vivere, di rapportarsi, di pensare.

Questo virus non solo sta falcidiando intere generazioni ma sta evidenziando l’incapacità dell’uomo di reagire in modo coeso nel pianificare ed organizzare come distribuire aiuti e risorse.

Sono emerse tutte le fragilità e tutti i limiti delle persone preposte a prendere decisioni delicate ed importanti che potrebbero compromettere il futuro dell’uomo stesso.

Parliamo del nostro paese, l’ITALIA; siamo ancora in una situazione di emergenza sanitaria e a distanza di settimane dall’inizio della pandemia, i nostri rappresentanti politici ancora non sono riusciti a prendere contromisure decisive, continuando a discutere, rimpallandosi le responsabilità, facendo proclami in tv e sui social - tutti disattesi.

Le stesse persone che ancora stanno decidendo dove e come recuperare presidi medici essenziali, stanno dispensando proclami sulla ripartenza del nostro paese.

Come possiamo affidare la ripresa dell’Italia a persone che stanno accentrando tutto il peso decisionale senza consultare nessuno, vengono istituite task force, senza convocare le categorie, le imprese (grandi e piccole), il cuore pulsante del nostro paese.

Ascoltiamo numerosi proclami in tv che promettono aiuti a tutti incondizionatamente:

  • erogazione di 25 miliardi per le emergenze (e nessuno ne ha beneficiato)
  • 600 € una tantum a tutte le partite iva (elemosina che non risolve certo il problema), i conti non tornano e i soldi, non solo sono pochi, non ci saranno per tutti e chissà per quanto ancora
  • 100 miliardi (spariti nel nulla anche questi)
  • ultimo comunicato di pochi giorni fa in cui si dice che verranno immessi sul mercato 400 miliardi di liquidità, quale liquidità? Quella che tu, Stato, chiedi agli imprenditori di andare a farsi prestare dalle banche? Non abbiamo bisogno di indebitare ulteriormente le nostre imprese!

Non ci siamo, non ci siamo proprio!

Intanto, nessuno in questo paese ha visto l’ombra di 1€, le nostre aziende hanno dovuto persino anticipare la cassa integrazione. Gli altri paesi hanno già erogato aiuti concreti per salvare le imprese e per cercare di “sedare” sul nascere pericolose prese di posizione.

Come se non bastasse, ci prendono in giro anche sulla questione delle tasse, spostate in avanti di poche settimane? Ma come possono pensare che le aziende che hanno dovuto chiudere per cause di forza maggiore, possano affrontare il tema del pagamento delle tasse? Lavoro bloccato, quando ripartirà sarà tutto ridimensionato, le spese saranno ancora tante ma gli incassi purtroppo non riusciranno neanche a ripagare i costi in alcuni casi.

A fronte di tutta questa situazione di incertezza, di parole spese al vento, di promesse inattese e di pericolosi ritardi, non possiamo più stare a guardare.

ORA BASTA!!!

È ora di reagire, se non siamo in grado di prendere decisioni forti in questo delicato momento, non avremo più occasione di fare nulla, avremo solo il problema di come riuscire a procurarci il cibo per sopravvivere.

Se il mondo produttivo non sarà in grado di ripartire e di competere nei mercati, purtroppo, dopo questa pandemia, assisteremo ad una fase che porterà a conseguenze molto pesanti.

NON POSSIAMO PERMETTERLO!!!!!!!!

Il cuore pulsante di questo paese deve poter riprendere a battere, altrimenti non circolerà più sangue nelle vene, non arriverà più ossigeno al cervello.

LA CURA PER RIPARTIRE

Il vaccino per sconfiggere questo virus arriverà presto. Il mondo del lavoro deve preoccuparsi di trovare il “vaccino” per prevenire e curare in anticipo il “PAZIENTE ITALIA”

Ecco come preparare la cura:

Punto 1:

Attraverso il coinvolgimento di artigiani, commercianti, imprenditori e di tutto il mondo produttivo, sottoscrivere “un’adesione al cambiamento” dove verranno elencate una serie di richieste precise e dirette da presentare all’attenzione di 1/2 rappresentanti politici che si sono contraddistinti per coerenza e che hanno ben chiare le necessità reali che riguardano il nostro paese, che rispecchiano la volontà espressa dalla stragrande maggioranza del mondo produttivo e che hanno individuato come “battaglia” primaria per far ripartire l’Italia al termine di questa emergenza sanitaria (onorevole Meloni / Salvini).

Punto 2:

Un elenco di pochi punti su cui intervenire subito che consentirà a tutto il mondo dell’imprenditoria di poter iniziare a fare una pianificazione sul prossimo futuro senza più restare nell’incertezza. Condizioni praticabili, immediate, senza chiedere l’impossibile perchè abbiamo tutti ben presente che non sono strade praticabili (svendere il paese, chiedere elemosina in Europa a patto di...promesse di soldi a “pioggia” dallo Stato)

Punto 3:

Attraverso la presentazione delle adesioni e dei punti decisi per la ripartenza del paese, imporre ai rappresentanti politici designati, di accettare e modificare immediatamente le situazioni in corso, forti di un movimento coeso che rappresenta la colonna portante dell’ITALIA.

IL “VACCINO” CURA ITALIA

Con queste prime “cure” possiamo sviluppare il nostro vaccino per far ripartire il paese, poche e semplici regole.

Possiamo agire in poco tempo e cercare di scongiurare il peggio, in un paese che purtroppo, ha pochi spazi di manovra

I punti da trattare


  • La sospensione di tutte le tasse per un periodo di 12 mesi (questo per compensare la mancanza di aiuti concreti che sembrano non essere disponibili).
  • Lo slittamento di almeno 6/12 mesi di tutte le rate di mutui, finanziamenti, canoni affitto in corso per imprese e partite iva (questo per non “soffocare” le aziende e per consentire di riprendere il ritmo e riorganizzare il mercato che non ripartirà in tempi rapidi)
  • Aiuti concreti alle attività che, per costrizione, saranno penalizzate nei tempi di apertura e saranno costrette a posticipare la ripresa (ristorazione, bar, food, abbigliamento, turismo).
  • Aiuti concreti alle famiglie che hanno perso il lavoro e che tarderanno a riprendere a causa del Coronavirus.
  • Il pagamento da parte dello stato, almeno del 50% delle fatture ancora pendenti nei confronti delle aziende che hanno già servito il paese (dove sono già state versate le tasse, per restituire un ”polmone” che gli era stato tolto su cui poter respirare).
  • Anticipo da parte dello Stato delle fatture delle aziende che in questo periodo stanno svolgendo servizi e forniture utili e necessarie per garantire la sicurezza sanitaria agli operatori e alla popolazione (soccorsi, imprese di pulizia, lavanderie, ditte sanificazione, impianti e manutenzioni idrauliche ed elettriche…).
  • La sburocratizzazione di tutte le procedure necessarie per svolgere qualsiasi attività, per concedere alle aziende la possibilità di investire (chi lo può fare) senza perdere tempo prezioso e renderle competitive sul mercato internazionale.
  • Rilanciare il mercato delle costruzioni con progetti agevolati per chi investe in “energia pulita” e ristruttura seguendo il nuovo modello sostenibile, incentivando investimenti (un settore trainante per tutta la filiera produttiva).
  • Consentire alle regioni che hanno disponibilità nelle casse, di sforare il patto di stabilità in via straordinaria (strumento attivabile in caso di emergenze), utilizzando questi fondi per aiuti concreti a famiglie ed imprese sul territorio.
  • Una campagna sul rilancio “dell’immagine ITALIA” nel mondo che prepari il paese a ritornare grande (anche se per gradi).

Questo elenco raccoglie argomenti che dovrebbero essere scontati, certo, che abbiamo sentito centinaia e centinaia di volte, ripetuti dai politici, ma ormai dovremmo saperlo, queste cose poi, finiscono per restare parole disperse nel vento.

Per poterli attualizzare, bisogna provare in un altro modo, l’unico che possiamo usare è quello di esercitare i nostri diritti democraticamente, esercitare la volontà di chi ha voglia di cambiare, ma farlo davvero.

Se non prendiamo seriamente questa “occasione”, in questo momento critico di sbandamento globale, non avremo più la possibilità di farlo in futuro.



PROVIAMOCI DAVVERO, QUESTA VOLTA, SMETTIAMO DI LAMENTARCI E DIMOSTRIAMO CHE, INSIEME, SI PUÒ DAVVERO ARRIVARE OLTRE.

FACCIAMO RINASCERE QUESTO PAESE, NON MERITA UNA FINE INDEGNA, NON MERITA DI ESSERE BISTRATTATO E SEMPRE CRITICATO, TUTTO IL MONDO INVIDIA LA NOSTRA ITALIA.

METTIAMO IN CAMPO TUTTE LE NOSTRE ENERGIE E FACCIAMO TORNARE GRANDE TUTTO QUELLO CHE IL MONDO NON POTRÀ MAI SOGNARE. PROTEGGIAMO L’ITALIA DA TUTTI COLORO CHE VORREBBERO APPROFITTARE IN UN MOMENTO COSì DIFFICILE PER NOI



FACCIAMOLO SUBITO, ALZIAMO LA TESTA
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